Monthly Archives: March 2013

Hosting sostenibile: un progetto eco e cowo

Ho conosciuto Beppe Cataudo durante l’evento di Hosting sostenibile on tour a Torino lo scorso gennaio. L’argomento mi ha interessata ed ho voluto approfondire. Ecco quindi nascere la breve intervista che ci dà qualche “dritta” sulla scelta dei servizi di hosting. Perché scegliere un servizio eco?

Venerdì 5 aprile Beppe sarà ospite del Lab121 ad Alessandria in occasione del Opencowo.

beppe

Ciao Beppe, mi fa piacere incontrarti per parlare ancora del vostro progetto. Da quando e com’è nata l’idea di Hosting Sostenibile

Hosting Sostenibile nasce all’interno del progetto più ampio Ecologie Digitali, società fondata a inizio 2012 con l’intento di realizzare servizi web che integrino innovazione tecnologica e basso impatto ambientale.

Internet e il settore digitale non sono infatti ecosostenibili come si è abituati a pensarli: server, computer, smartphone e tablet, per funzionare richiedono grandi quantità di energia elettrica, che solitamente viene prodotta da centrali a combustibili fossili fortemente inquinanti. Per questo abbiamo deciso di creare Hosting Sostenibile: la prima server farm alimentata da energia solare in autoconsumo, sviluppata per ottimizzare i consumi energetici, e nella quale utilizziamo solo software OpenSource per la gestione e configurazione delle macchine.

Di che cosa ti occupavi prima e le ragioni di questa scelta?

Ho lavorato per diversi studi e agenzie di Milano, Bologna e Ravenna occupandomi di marketing e comunicazione, e nel 2009 ho iniziato l’attività di consulente freelance di comunicazione digitale. L’idea di creare Ecologie Digitali è nata nel 2011 parlando con un amico e cliente, un imprenditore che investe in energie rinnovabili e da anni promuove la CSR – Company Social Responsability. Mettendo insieme le nostre reciproche competenze, a inizio 2012 abbiamo fondato Ecologie Digitali ed avviato il progetto di Hosting Sostenibile.

Durante la presentazione hai parlato di visione in comune con i centri coworking, che cosa intendevi esattamente? Nel vostro tour in Italia avete percepito una particolare sensibilità dei coworkers verso il vostro progetto?

Il nostro progetto ha trovato una sorta di affinità elettiva con gli spazi di coworking: Hosting Sostenibile cerca di ottimizzare le risorse energetiche del web, così come i coworker ottimizzano gli spazi di lavoro e le spese, condividendo ufficio e servizi. Tutte le persone incontrate ci hanno accolto con grande entusiasmo ed interesse: crediamo sia nato un sodalizio perfetto tra il nostro progetto e gli spazi di coworking.

Cosa bisogna valutare prima di acquistare un servizio di hosting? Hai dei consigli per i giovani che si apprestano ad acquistare il servizio?

Oltre agli aspetti di sicurezza, che stanno alla base di ogni servizio hosting, e all’impronta ambientale della struttura che offre il servizio – ovviamente – quello che a mio parere è importante valutare è la tipologia di assistenza, che influenza molto anche la soddisfazione del cliente.

Qual è (se esiste) il vostro cliente tipo? 

I nostri clienti sono soprattutto web agency e professionisti del web (web designer, sviluppatori etc.), ma i nostri pacchetti di shared hosting possono essere acquistati da chiunque abbia un sito web: diverse aziende, blogger e freelance che si occupano di digitale, e sono sensibili ai temi ambientali, hanno già spostato il loro sito sui nostri server.

Cosa vi differenzia dagli altri fornitori di hosting e quanti armadi rack gestite?

Sicuramente la scelta di alimentare la nostra struttura direttamente con l’energia solare prodotta dai nostri impianti fotovoltaici ci permette di distinguerci dagli altri hoster italiani e di ridurre notevolmente il nostro impatto ambientale. La nostra pratica di sostenibilità, inoltre, non si limita all’aspetto energetico, ma riguarda i sistemi hardware e software, poiché abbiamo creato un’infrastruttura virtualizzata che ottimizza spazi e consumi energetici; inoltre utilizziamo solo tecnologie OpenSource per gestire e configurare ogni aspetto dei servizi che offriamo. Attualmente la nostra struttura beta ha due armadi su Ravenna e ci permette di ospitare fino a 300-400 server virtualizzati per armadio. Grazie a queste scelte tecnologiche abbiamo ridotto l’utilizzo di spazio ad 1/10 rispetto ad una struttura classica, con tutti i vantaggi di gestione e controllo di temperatura e sicurezza che ne conseguono.

Grazie Beppe, ci rivediamo al Lab121 alle ore 19:00. Ti aspettiamo.

@SIMO2

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Sono diventata una Ruzzle addicted!

Solo da qualche settimana mi sono avvicinata a Ruzzle, mi ero sempre rifiutata di fare il download. So che può dare dipendenza ed ora sono stata “infettata”.

ruzzle

Per chi ancora non lo conosce e, penso si tratti di un numero infinitesimo della popolazione mondiale, essendo utilizzato da oltre 30 milioni di giocatori, è un gioco social. Da definizione di Wikipedia “gioco ispirato ai giochi da tavolo Boggle (prodotto in italia come Il Paroliere) e Scrabble” è stato pubblicato su Mac App Storee e Google Play a marzo 2012”.

L’effetto virale è proprio dato dal mondo social, in quanto si creano gruppi di amici con cui ci si sfida o si può trovare un avversario casuale fra gli utenti online ed, a fine partita, i traguardi raggiunti possono essere condivisi su Twitter o su Facebook.  Mi sono consolata della dipendenza quando ho scoperto che anche nomi illustri sono stati contagiati. Un collaboratore dell’Accademia delle Crusca, il professor Domenico De Martino,  il quale in un’intervista su La Nazione dichiara che “Sarebbe meglio poter riflettere e andare oltre ai due minuti che i giocatori hanno a disposizione per ogni partita, onde scovare parole più lunghe, magari poco utilizzate, tipo pedissequo. Questo sarebbe realmente uno stimolo dal punto di vista linguistico”.

In realtà non mi limito a realizzare ghirigori sul video più velocemente possibile, formando parole a caso, ma in realtà sfido me stessa oltre all’avversario, cercando di costruire parole lunghe il più possibile in tempi rapidi. Sto forse già seguendo i dettami del professore della Crusca?

Il primo Campionato italiano di Ruzzle è iniziato ieri alle ore 14:00. Secondo il sito ufficiale del campionato www.ruzzoliamo.it ci sono ca. 50 mila iscritti. La gara dura fino a metà aprile e mette in palio per il primo classificato un pc portatile, per il secondo e terzo buoni acquisto, rispettivamente da 500 e 300 euro, di prodotti tecnologici. Stay tuned!

@SIMO2

L’intervista ad una Super Geek

In occasione dell’8 marzo vi presento una vera Geek! Ho incontrato Marinella Scarico sul web e sono stata letteralmente trascinata dal suo entusiasmo e dalla passione che traspare dai suoi post. Di qui l’idea d’intervistarla a nome delle Geek Cowork Girls.

Marinella Scarico

Ciao Marinella, leggo dal tuo profilo:  Programmatrice, Energy manager e scrittrice, ma tra le mille attività di cui ti occupi troviamo Green Geek,   Girl Geek Dinners Milano e da giugno 2012  Fashion Android, oltre a molte altre. Con quale di queste ti identifichi di più e perché?

Mi piace definirmi girl, geek e green. In questo ordine , per prima sono una donna, quindi una geek, ho fatto per 10 anni il programmatore di computer  in una grande azienda farmaceutica e poi ho deciso di avvicinarmi anche al mondo green e diventare energy manager. Mi piace essere un misto di tutte queste cose senza identificarmi di piu´ in uno  o in un altro. Con i Green Geek portiamo avanti vari progetti (il principale quello del wifi libero) ed e´ l´associazione di cui faccio parte. Le Girl Geek Dinners Milano sono state una belle esperienza che mi ha arricchito molto. Fashion Android invece mi permette di parlare della mia passione: android . La programmazione e´ una cosa che ho abbandonato, ma e´ una passione che rimanere dentro cosi  come la scrittura. Diciamo che cerco sempre di unire le mie competenze informatiche con il rispetto dell´ambiente e la passione della scrittura!.

Ci ritroviamo spesso su Google+, perché sei uno degli amministratori della community di Green Geek , per cui vorrei porti qualche domanda su Green Geek e sulle nuove tecnologie.

Green Geek promuove una specie di “banca del tempo” per cui ogni socio si impegna a dedicare tempo ai progetti che riguardano ogni settore della tecnologia. Da quanto tempo fai parte dell’associazione e perché hai scelto di farne parte?

Faccio parte  dell´associazione da  quando e´ stata creata. Da quando abbiamo lanciato il progetto Gwifi, ossia internet wireless gratuito in Italia. Dopo essere stati in America dove il wifi era ovunque ed ogni sera potevo collegarmi e caricare nel mio cloud le foto fatte della giornata abbiamo deciso di diffondere il wifi gratuito anche in Italia o almeno provarci. E´ da li e´ nata l´associzione. La cosa bella e´ che ogni socio puo´ proporre un progetto , “arruolare ” altri green geek  e svilupparlo imanendo il responsabile ed avando autonomia di gestione. L´esempio piu´ bello che sta avendo successo e´ il progetto GSE portato avanti da Andrea Latino e Viviana Premazzi.

Ho letto della mappa della “Nera”, collaborazione tra Green Geek e Daniele Belleri alle serate di Hacks Hackers Milano,  qual è stato il tuo contributo a questo progetto e come sta procedendo il progetto stesso?

Abbiamo partecipato al primo evento degli hacks hackers in Cascina Cuccagna , abbiamo ascoltato il progetto di Belleri e abbiamo pensato che potevamo aiutarlo a sviluppare la parte di geolocalizzazione e mappatura della criminalita´. Ora abbiamo creato gia´un sito girodinera e ci stiamo attivando per raccogliere piu´ dati possibili e farlo crescere. Abbiamo partecipato anche ad un bando di working capital arrivando tra i finalisti.

In merito alla Green Economy, si parla della nascita del consiglio nazionale e dell’attività volta all’organizzazione della seconda edizione degli Stati generali della green economy, l’evento atteso per il prossimo novembre 2013 nell’ambito di Ecomondo. Sei coinvolta in quest’attività e se sì come?

Da buon energy manager seguo con attenzione tutti gli sviluppi della green economy ma non sono coinvolta in questa iniziativa. Perö aspetto con ansia di sapere cosa si decidera´ e che sviluppi ci saranno!.

Grazie Marinella per la carica che dai a noi Cowork Girls. Ti aspettiamo al Lab

@SIMO2

Il mio hangout con wwworkers

Ho assistito ad un hangout pre-elettorale su Google+ promosso dai wwworkers.  Non conoscevo questa realtà, anche se è nata dal 2010, grazie a Giampaolo Colletti

E’ una community che aggrega imprenditori e lavoratori italiani della rete; non solo professionisti che operano con le nuove tecnologie, ma anche artigiani, commercianti e soprattutto giovani che si sono inventati un nuovo mestiere o che hanno portato la loro attività tradizionale online, incrementando il posizionamento e la visibilità.

L’obiettivo del secondo incontro era  parlare di lavoro e delle nuove tecnologie con gli amministratori di domani.

Nell’hangout erano presenti Giovanni Favia (Rivoluzione Civile), Marco Simoni (Scelta Civica con Monti per l’Italia) e Luca Tremolada (Nòva24-Sole24Ore) e dei wwworkers che hanno espresso i loro problemi ed aspettative.

E’ emersa una criticità comune: l’accesso al credito che diventa sempre più difficile.  Ci si trova quindi a fare delle scelte, come Erica Lazzarini da Torino che produce e commercializza con un’amica  gofri, un prodotto tipico delle montagne torinesi. Erica racconta di aver aperto l’attività con l’aiuto dei genitori che hanno garantito per lei.  Stessa difficoltà è espressa da Ester Bruini da Bolzano che si è dedicata alla lavorazione artistica del vetro. “Ho iniziato 7 anni fa da sola” afferma “e le banche non volevano rischiare su un’attività di nicchia”. Ester è riuscita ad aprire la sua attività con un progetto di crowdfunding , condividendo in rete le proprie idee.

Si è parlato dei problemi legati alla burocrazia e dell’esigenza di avere meno carta e più digitalizzazione per agevolare l’impresa che oggi è costretta a perdere tempo in una burocrazia infinita.

Secondo Luca Tremolada la situazione è ancora peggiorata negli ultimi 3 anni per i lavoratori della rete.

Si discute anche dell’abolizione delle provincie che era stata prospettata e poi non attuata e della difficoltà di ricollocare i dipendenti. Quanto si può davvero risparmiare? Si può rischiare di spendere di più, affermano.

I giovani ed in particolar modo le donne non si perdono d’animo e grazie alle rete ed alla condivisionwwworkers lab121e creano nuove attività., Un esempio di voglia di rinascita che mi ha indubbiamente colpito è la realtà di 100 donne titolari di piccole botteghe che a Modena si sono unite in rete, dando vita al network EmiliAmo.   per superare le difficoltà del terremoto e dei ritardi dei fondi per la ricostruzione. “Non è ancora arrivato un euro ed abbiamo dovuto pagare le bollette e le imposte nonostante tutto” afferma Claudia Miglia che ha parlato delle aziende che sono sopravvissute, contando solo sulla loro capacità di recupero. Di questa iniziativa aveva scritto anche il Sole 24 ore a giugno 2012

Dal dibattito è emerso non tanto un appello corale alle istituzioni, quanto un desiderio condiviso di emergere dalla crisi. Sono stati sottolineati i ritardi, le mancanze, ma è tangibile la capacità di giovani e meno giovani di inventarsi un futuro.

Nel sito www.workers che vi consiglio di consultare troverete anche il racconto di Vitalba, una splendida signora di 60 anni che a Milano ha fondato Grey-panthers.it, un sito dedicato agli over 50.

Perché, come dice Paulo Coelho, “Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni”.

@SIMO2